Marco Granelli, Presidente Confartigianato Imprese. Il Welfare: l'arma in più, per ripartire insieme

01/04/2021

Dal Covid al Recovery Plan, intervista a Marco Granelli Presidente di Confartigianato Imprese

In un periodo storico così complesso, il Welfare può diventare “l’arma in più” a disposizione di Confartigianato, grazie alla sua rete sui territori e a WelFare Insieme. Quali analisi e che prospettive su questo, Presidente?

Anche se l’Italia è il Paese che a livello mondiale ha il maggior numero di piccole imprese e di lavoratori autonomi, le politiche di welfare spesso ne dimenticano le esigenze.Vogliamo puntare a irrobustire il sistema dell’impresa diffusa che rappresenta il 99% del sistema imprenditoriale e più di tutti ha sofferto l’impatto dell’emergenza da Covid-19, mostrando, comunque, una grande capacità di reazione.

In particolare, la dimensione ridotta delle imprese è spesso un ostacolo: i piani di welfare aziendale sembrano essere una prerogativa delle grandi aziende, mentre le piccole e medie realtà sono in difficoltà nell’attuarle sia sul fronte economico, sia per l’assenza di adeguate conoscenze. Proprio per tale ragione, dal 2016 la Confartigianato ha avviato un percorso che ha portato alla realizzazione di nuovi “servizi sperimentali” sul territorio in materia di welfare aziendale e politiche di conciliazione vita-lavoro, rivolti anzitutto alle MPMI e in particolare al tessuto artigiano. Al fine di proporre soluzioni concrete, distintive e che fossero facilmente accessibili, a settembre 2018 è stata costituita WelFare Insieme Srl Impresa Sociale.

Nell’ottica della Corporate Family Responsibility e di un’economia etica quali drivers di innovazione, sostenibilità e competitività, la mission aziendale della società intende coniugarel’offerta di servizi necessari alle esigenze contrattuali e aziendali delle MPMI con una grande attenzione al territorio.

Gli imprenditori trovano inoltre in Confartigianato numerosi servizi che danno risposte ai problemi cruciali: dalla sanità integrativa alla previdenza, dalla formazione al sostegno al reddito, dall’assistenza agli anziani alla cura dei bambini, fino  alla conciliazione lavoro e famiglia per le imprenditrici, senza dimenticare le tante iniziative di recupero del disagio sociale. La crescita sostenibile e non episodica delle imprese, infatti, passa sempre più dalla consapevolezza del loro profondo ruolo sociale, come attori per lo sviluppo del territorio e delle comunità.

L’imprenditorialità deve caratterizzarsi sempre più quale generatrice, al contempo, di valore economico e sociale: un modello centrato sul principio di reciprocità, sulla “circular economy”. Parlare di sociale in ambito imprenditoriale non significa solamente far riferimento agli ambiti di attività in cui può operare l’impresa, quanto, invece, alla capacità dell’imprenditore di produrre innovazione sociale, ovvero generare soluzioni nuove, più efficaci, efficienti di quelle esistenti, in risposta a problemi di natura sociale. In altri termini, significa infrastrutturare l’impresa e le sue componenti attraverso logiche di condivisione e partecipazione.

WelFare Insieme Srl Impresa Sociale rappresenta, quindi, uno strumento innovativo, a elevato impatto sociale, capace di promuovere un nuovo modello di welfare community, fatto dall’intreccio tra pratiche di welfare aziendale e la trasformazione dei sistemi di welfare territoriale e del diffuso mondo del privato sociale.

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando si sta confrontando con Confartigianato, le altre Organizzazioni d’impresa e i Sindacati, sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Un’occasione per affrontare anche il tema del welfare?

La riforma al centro del confronto deve poggiare su una analisi storica e articolata per settori degli ammortizzatori sociali. Un ammortizzatore sociale universale uguale per tutti i settori mortificherebbe le esperienze positive maturate nell’artigianato e le nostre specificità. Vogliamo che ci sia riconosciuta l’efficacia delle buone pratiche che abbiamo realizzatoBasti dire che durante il 2020 abbiamo messo in campo, con il Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato, un sostegno straordinario, erogando prestazioni per oltre 2 miliardi a 750mila lavoratori e 211mila aziende. Abbiamo anche allargato il campo a prestazioni di welfare e di sanità integrativa, dimostrando così che il nostro sistema della bilateralità funziona ed è indispensabile per mettere in sicurezza famiglie e lavoratori. Occorre implementarlo e rendere meno farraginoso e burocratico il sistema della cassa integrazione.

Tutto questo per dire che il welfare rappresenta uno strumento efficace per rispondere alle esigenze di lavoratori e aziende. Offre maggiori garanzie e sicurezza, consentendo il soddisfacimento di una vasta gamma di bisogni (es. cura e istruzione dei figli, conciliazione vita/lavoro, previdenza integrativa, benessere personale e della salute, ecc.), senza intaccare il potere d’acquisto della propria busta paga, anche quando l’azienda non è in condizioni floride.

Efficacia, efficienza e semplicità sono le parole chiave del processo di aggiornamento degli strumenti di welfare, con l’obiettivo di implementare la competitività delle imprese, le competenze di lavoratori e datori di lavoro. La necessità di mettersi in rete e ideare strumenti nuovi e condivisi rappresenta ancora oggi – come lo è stato in passato per ragioni di competitività e internalizzazione – la via maestra per lo sviluppo e la crescita attraverso la tutela del benessere dei dipendenti e, più in generale, della comunità locale.

Il processo di rinnovamento coinvolgerà la struttura delle prestazioni e degli sportelli. Nuove sinergie funzionali verranno messe in campo in collaborazione con i Fondi di categoria, gli Enti bilaterali e le realtà specializzate del Sistema; nuovi strumenti, governance e spazi di lavoro comuni, per individuare nuove soluzioni dal punto di vista dell’evoluzione organizzativa, della gestione finanziaria e della valorizzazione delle iniziative a tutela della sicurezza sul lavoro e del benessere dei dipendenti, delle imprese, nonché delle comunità locali.

Come valorizzare il Mondo Artigiano nel post Covid ? 

Con il Recovery Plan l’Italia ha l’occasione di cambiare ciò che non funziona e di fare leva sui propri punti di forza, a cominciare dalle piccole imprese di cui vanno sostenute la vitalità e la capacità di produrre valore artigiano. Il PNRR deve esprimere l’ambizione di progettare e di attuare interventi di rilancio della competitività italiana che vanno costruiti con il costante coinvolgimento delle parti sociali. Con altrettanta determinazione, vanno realizzate le grandi riforme, dal fisco alla burocrazia alla giustizia civile, indispensabili a eliminare gli storici ostacoli allo sviluppo dell’Italia.

Il futuro economico e sociale del Paese dipende anche dalla capacità di investire sulle piccole imprese ‘a valore artigiano’ che combinano sostenibilità economica, sociale e ambientale e che contribuiscono a fare della nostra manifattura la seconda d’Europa dopo la Germania. Il Recovery Plan è l’occasione per accompagnare le nostre aziende nella nuova economia post Covid sia con misure strutturali di riduzione della pressione fiscale e semplificazione degli adempimenti burocratici, sia facilitandone l’accesso a nuovi strumenti di finanza d’impresa, alla ricerca e ai progetti di innovazione digitale e tecnologica, di transizione ecologica e di internazionalizzazione, agli interventi per la formazione e il trasferimento d’impresa e di competenze ai giovani, a partire dal rilancio dell’apprendistato quale canale privilegiato di ingresso nel mondo del lavoro.

È necessario porre l’artigianato e le piccole imprese al centro degli interventi di politica economica, valorizzandone le capacità di creare occupazione, sviluppo e innovazione, e sostenendo gli imprenditori nei loro sforzi per garantire la qualità e la sostenibilità economica e sociale. In questo contesto, le politiche di welfare aziendale si delineano quali strumenti necessari per favorire la produttività e la competitività delle imprese, le competenze di lavoratori e datori di lavoro.

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