Giuseppe Amici - Welfare, una strategia “win-win”, dove vinciamo tutti

15/03/2021

Intervista a Giuseppe Amici (Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale)

Prosegue il viaggio di WelFare Insieme volto a conoscere i professionisti che ogni giorno rispondono alle esigenze di imprenditori, dipendenti, famiglie. Esperti che conoscono leggi, diritti e opportunità, capaci di soddisfare le richieste di famiglie e aziende, nella consapevolezza che un piano di Welfare Aziendale può fare la differenza, con vantaggi economici e fiscali per tutta la comunità.

Abbiamo chiesto a Giuseppe Amici, Vice Segretario Generale facente funzioni di Segretario Generale di CONFARTIGIANATO IMPRESE BRESCIA E LOMBARDIA ORIENTALE, una riflessione sull’evoluzione della cultura del welfare e sui servizi offerti in maniera peculiare dall’associazione che rappresenta sul territorio.

Dott. Amici, qual è per lei il valore assoluto e quali i vantaggi del welfare come strumento volto al sostegno e al benessere di imprese, famiglie comunità

Stiamo già vivendo e vivremo in futuro periodi in cui il supporto dello Stato nei servizi welfare verrà sempre meno. Ecco che in questo contesto l’implementazione di servizi orientati al welfare privato avrà certamente un peso maggiore e decisivo.

Noi partiamo dalle famiglie, che sono il soggetto cardine su cui poggia e si sviluppa la nostra società, ma anche la base delle imprese che rappresentiamo; i componenti del nucleo familiare sono legati anche da relazioni di alto valore sociale, poiché è da esse che si innescano i rapporti tra le persone, con i dipendenti e collaboratori, con la società e le istituzioni. Sono un patrimonio da custodire, su cui è necessario investire, sostenendone le funzioni educative, formative, di cura, del passaggio generazionale, svolte proprio dalle famiglie.

Dare la possibilità alle imprese di implementare politiche di welfare significa offrire l’opportunità di incrementare il potere d’acquisto dei dipendenti e le loro famiglie, anche in termini di risparmio di contributi previdenziali e imposte a loro carico, grazie al sostanziale azzeramento del prelievo fiscale e contributivo sui beni e servizi. Va considerato che i vantaggi fiscali sono anche un elemento a favore delle aziende.

In questi termini il welfare aziendale va individuato come una strategia win-win, in cui tutti i soggetti coinvolti ottengono benefici.

Quali le sfide del welfare, oggi, di fronte ai cambiamenti portati dal covid, specie per le piccole e medie imprese

Noi siamo sensibili nel cogliere e anticipare i trend e i bisogni delle persone, per offrire servizi che possano rispondere alle loro necessità. Se facessimo mente locale, per un istante, a Gennaio 2020 e ci ponessimo la domanda di quali fossero le esigenze primarie delle persone in quel periodo, probabilmente ci daremmo risposte profondamente diverse da quello che ci diamo oggi, col senno di poi. E’ cambiato il mondo. Sono emersi bisogni di cui ignoravo l’esistenza: stringere la mano alle persone, partecipare ad un pranzo di lavoro, portare i figli a scuola, una riunione con gli associati in presenza, incontrare i fornitori.

La questione della sicurezza e della protezione dai rischi di contagio è stato primaria nella società e nella gestione aziendale, tema essenziale per la qualità del lavoro tanto quanto per il benessere delle persone.

Abbiamo assistito ad una accelerazione e diffusione dello strumento home working e delle riunioni online in generale; strumenti in passato quasi impensabili da adottare per le nostre imprese. Il loro utilizzo ci ha permesso di rispondere a varie esigenze, non solo di carattere aziendale, ma anche per la gestione della famiglia. Si pensi per esempio agli studenti costretti, da casa, a seguire percorsi di DAD.

La diffusione del lavoro agile apre anche una riflessione, quella di riconsiderare la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro, anche se la produzione non si può fare per ovvi motivi in smartworking.

Abbiamo assistito, per citare un esempio, ad un significativo incremento dei servizi di babysitting. Ecco che allora andrebbe ripensata anche la distribuzione dell’orario lavorativo, per permettere condizioni di sicurezza e di gestione familiare, puntando all’integrazione da parte della azienda di permessi e ferie per ridurre il ricorso alla cassa integrazione che già paga poco, quando paga…

Il sistema azienda va riadattato e rimodellato sulla base delle nuove esigenze: cito, tra gli altri, anche il servizio di consegna a domicilio dei pranzi di lavoro per i lavoratori che si trovano in azienda senza poter uscire in pausa. Anche un’operazione semplice come mangiare è divenuta più complessa e va riorganizzata.

Welfare e futuro, verso il Welfare di Comunità: quali nuove prospettive, normative e opportunità

Il welfare di comunità è un nuovo modello in cui cittadini, enti, imprese e organizzazioni del terzo settore collaborano insieme per affrontare il problema della conciliazione tra vita privata, famiglia e lavoro.

Nei nostri rapporti con la comunità viviamo esperienze che ci obbligano a re-inventarci per rispondere ai bisogni emergenti che intersecano il campo lavorativo e famigliare: prendersi cura dei figli, di persone malate o con dipendenze.

Aggregandoci collettivamente riusciamo a procurare beni e servizi che da soli non saremmo in grado di permetterci, o ci costerebbero di più. È il caso, ad esempio, dei gruppi di acquisto popolare e solidale, in cui gruppi di persone effettuano una spesa collettiva al fine di risparmiare sui costi di acquisto ma anche di promuovere modelli alternativi di produzione e consumo.

Altro esempio potrebbero essere nuove forme mutualistiche, o di alcuni servizi di welfare aziendale, in cui i singoli individui, aggregandosi, ottengono una migliore protezione verso rischi e bisogni. In altri casi si tratta di beni e servizi che il welfare statale, come dicevamo prima, non riesce più a offrirci a causa dei tagli alla spesa pubblica, o non è mai riuscito ad offrirci perché talvolta non ha colto i reali bisogni delle persone. Attività che in Confartigianato a Brescia conosciamo bene e che facciamo da tempo: si pensi alla fornitura di utilities o il brokeraggio assicurativo, o ancora le convenzioni, che in forza di una larga rappresentanza di imprese consentono di spuntare condizioni vantaggiose per gli associati.

Il welfare di comunità è una vera e propria sfida, un cambio di paradigma: viviamo in un mondo in cui tutta la nostra vita è sui social e tutti siamo connessi in una gara a chi fa più invidia agli altri, un mondo che però nasconde un retro della medaglia colmo di gelosie e solitudine. Con il welfare di comunità i beni e i servizi scambiati sono le relazioni, volte ad attivare nuove forme di fiducia, di reciprocità, di responsabilità condivisa. Di questi tempi è un cambio di visione epocale.

Il salto di qualità: come diffondere su larga scala la cultura del Welfare Aziendale?

Spero che questo periodo abbia lasciato quantomeno qualche riflessione sul tema.

Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale, attraverso WelFare Insieme sta cercando di diffondere la cultura del welfare aziendale: per il nostro CCNL non è ancora obbligatorio, ma l’adozione di questo strumento consente di ottenere molti benefici.

Ci stiamo confrontando con le imprese attraverso appuntamenti individuali o eventi collettivi (purtroppo solo in modalità online). Credo che il Sistema Confartigianato, attraverso le sue sedi, sia un il network per diffondere capillarmente la cultura del welfare aziendale attraverso gli uffici territoriali. Siamo vicini al territorio e respiriamo ogni giorno l’impresa. Non è cosa da poco conoscere le esigenze degli artigiani. C’è un grande potenziale da sfruttare per la contaminazione e la diffusione del welfare.

La sua esperienza personale: occuparsi di welfare nel suo territorio. Progetti realizzati, servizi offerti, aneddoti, sogni nel cassetto

La sfida è grande, siamo solo all’inizio. Questo nonostante il 2020 sia stato infausto per via della pandemia: le imprese erano e sono orientate alla gestione dell’emergenza, della quotidianità, senza considerare quelle i cui dipendenti sono in cassa integrazione. Questi sono stati elementi che hanno frenato lo sviluppo.

Sul territorio abbiamo comunque creato, e continuiamo ad espandere, una rete di operatori che hanno aderito alla piattaforma welfare presso la quale gli utilizzatori dei piani possono spendere il loro credito. Abbiamo coinvolto oltre 100 imprese di beni e servizi bresciane che, devo dire, hanno risposto con entusiasmo. Tante di loro hanno inoltre aderito anche alla campagna di marketing sociale che credo sia un’eccellente proposta a sostegno del territorio e di chi lo vive.

Lo scopo è quello di fare interagire in maniera efficace e virtuosa mondo economico, mondo sociale e persone. I cittadini in questo modo possono contribuire allo sviluppo del loro territorio, dando valore alle loro scelte. Credo che questo sia il miglior obiettivo che possiamo raggiungere.

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