Donn@artigianato.veneto: conciliazione e welfare in aiuto delle donne lavoratrici

08/11/2020

Nasce un percorso di formazione contro il gender-gap dedicato ai territori di Padova, Verona, Treviso

Conciliazione vita-lavoro, flessibilità organizzativa, smart working e welfare aziendale per combattere il “gender gap”. Sono gli ingredienti del progetto “donn@artigianato.veneto” lanciato da Confartigianato Veneto per il territorio di Padova e nelle aree limitrofe di Treviso e Verona , con il sostegno di Welfare Insieme. Un percorso di formazione e confronto rivolto alle imprenditrici, alle loro collaboratrici e dipendenti di micro e piccole imprese, che parte sì dal Veneto ma ha la legittima prosepttiva di diventare un modello di riferimento nazionale.

Il progetto nasce da un vulnus ormai storico: le donne in campo lavoatovo sono ancora oggi – immeritatamente – di serie B. I numeri parlano chiaro: sono circa 10 milioni le donne costrette a rinunciare al lavoro o che perdono il lavoro a causa di problematiche di conciliazione. L’Italia figura tra gli ultimi paesi europei per numero di donne occupate e presenta il divario tra il tasso di occupazione di madri e padri più alto in Europa, con la sola eccezione di Malta. L’emergenza pandemica poi, con le sue gravi ripercussioni economico-sociali, ha determinato un repentino aggravamento di tali persistenti diseguaglianze di genere. Nello specifico del Veneto, come viene rappresentato nell’ultimo rapporto regionale “L’occupazione maschile e femminile in Veneto. 2019”, le posizioni apicali (dirigenti, quadri, ma anche imprenditori) sono ricoperte soprattutto da uomini, così come le libere professioni sembrano essere prerogative maschili (ogni 100 uomini dirigenti, ci sono solo 43 donne e ogni 100 liberi professionisti, 34 donne). È presente anche in Veneto un consistente differenziale retributivo tra uomini e donne, che si amplifica con l’aumentare dell’età. Una situazione, quella descritta, la cui persistenza allontana il Veneto dall’importante obiettivo di parità di genere posto dall’Agenda 2030. A ciò si aggiungono altri elementi caratterizzanti il mercato del lavoro italiano, i quali richiedono la necessità di strutturare azioni incisive e sistemiche per raggiungere le pari opportunità nel lavoro e nel welfare occupazionale.

Il progetto “donn@artigianato.veneto” vuole sovvertire questa tendenza, rimettendo la donna la centro del mondo del lavoro, riconoscendole gli sforzi e i risultati degli utlimi anni sul fronte dell’emancipazione. Anche qui lasciamo parlare i numeri: in Regione Veneto, ideale laboratorio di questo progetto, l’occupazione femminile è cresciuta negli ultimi anni più di quella maschile, arrivando nel 2018 mediamente al 58,2% (con un picco percentuale pari al 73,8% per le donne di età compresa tra i 35 e i 44 anni); inoltre, nel 2017 più di una donna su tre in Veneto in età 30-34 anni è laureata, mentre tale rapporto fra gli uomini si ferma a uno su cinque.

Partendo dalle criticità di contesto appena evidenziate e dai fabbisogni individuati per le micro e piccole imprese partner, il progetto “donn@artigianato.veneto” sviluppa strategie di innovazione di medio periodo, coerenti con le tematiche collegate alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. L’obiettivo è valorizzare il ruolo delle donne in azienda, sostenendole lungo i percorsi di carriera e offrendo loro un programma di formazione e di accompagnamento sull’equilibrio vita-lavoro, improntato su misure a sostegno della cura familiare e su modelli di flessibilità organizzativa, come lo smart working, al fine di conciliare il ruolo di lavoratrice con quello di donna, compagna, madre e figlia.

In particolare, il percorso formativo punterà sullo smart working di cui si è diffuso un ampio utilizzo, per quanto ibrido (in modalità home working) per le necessità determinate dalla pandemia, con un approfondimento che partirà dalle lezioni apprese nell’emergenza per progettare migliori e più strategiche azioni future.La flessibilità organizzativa è infatti utile per riequilibrare i ruoli, come si legge in nella recentissima ricerca “Smart working: work flexibility without constraints”, (Working Paper, Dondena, n. 137, 2020) da cui emerge che gli smart worker con almeno un giorno alla settimana di flessibilità sono più produttivi e più soddisfatti (l’aumento della soddisfazione con la loro vita in generale corrisponde a circa il 29%) e bilanciano meglio lavoro e famiglia. Il lavoro agile è peraltro anche strategico per ridurre il Digital Gender Gap tramite il re-skilling digitale, favorendo la formazione continua in modalità e-learning anche in ambito aziendale con programmi ad hoc per evitare il rischio che le donne vengano escluse dall’innovazione digitale.

Il percorso “donn@artigianato.veneto” coinvolge in particolare titolari di micro e piccole imprese partner di progetto nella gestione delle risorse umane, che vogliono acquisire competenze in materia di sviluppo di servizi di sostegno e attività di welfare aziendale e territoriale, con la creazione di reti di impresa e reti con il territorio, implementandoli in impresa come agenti di innovazione e cambiamento. Un ruolo importante, nell’ambito della promozione e valorizzazione degli obiettivi progettuali, svolgono le titolari partner di progetto che svolgono anche attività nei gruppi associativi Confartigianato di rappresentanza delle donne imprenditrici, particolarmente sensibili ai temi della conciliazione vita-lavoro.

Destinatarie del progetto sono inoltre tutte le dipendenti interessate a misure di flessibilità di orario e luogo di lavoro, e a servizi di sostegno e welfare per armonizzare tempi di vita e di lavoro. Per queste figure, nuove conoscenze e competenze sono necessarie per agevolare l’implementazione di nuovi modelli organizzativi che consentono di ridurre le disparità di genere, ed armonizzare l’organizzazione del lavoro per rafforzare le pari opportunità nel mercato del lavoro. “donn@artigianato.veneto” coinvolgerà nelle diverse azioni lavoratrici con esperienze in aree e ruoli aziendali differenti, allo scopo di permettere maggior interscambio nei gruppi: maggiore sarà il confronto tra punti di vista diversi sui temi proposti, maggiore sarà l’impatto positivo per le aziende coinvolte.

Il progetto intende sperimentare nuove forme di organizzazione del lavoro (orari, processi e luoghi di lavoro) e servizi di sostegno e welfare realizzati tra reti di imprese (di categoria o territorio). A seconda del percorso mirato individuato per ogni impresa, le partecipanti potranno acquisire competenze relative per implementare piani di flessibilità aziendale o nuove forme di organizzazione del lavoro, promuovere tematiche della conciliazione nella contrattazione di II livello, adottare forme di organizzazione lavorativa flessibili che favoriscono la conciliazione ed il benessere organizzativo, sviluppare reti di imprese per realizzare servizi di sostegno e welfare aziendale, utilizzare supporti tecnologici per realizzare e sostenere nuovi modelli di lavoro agile.

Le metodologie utilizzate durante il percorso formativo mirano ad accrescere la ricettività e la capacità di apprendimento del/la partecipante, e la renderanno capace di spendere le proprie competenze nelle diverse situazioni in cui potrà trovarsi ad operare, favorendone la adattabilità a modelli organizzativi che consentano di armonizzare i tempi di vita e di lavoro.

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