La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 30 dicembre 2025) interviene in modo mirato sul welfare aziendale, confermando alcune misure già in vigore e introducendo novità operative che sono partite il 1° gennaio 2026.
Buoni pasto, fringe benefit, fondi pensione e premi di risultato: il nuovo quadro rafforza gli strumenti fiscali a favore di imprese e lavoratori, con l’obiettivo di sostenere il benessere aziendale e incentivare la produttività.
Buoni pasto: soglia esente fino a 10 euro
La novità più rilevante riguarda i buoni pasto elettronici. Dal 1° gennaio 2026 il limite di esenzione fiscale è salito da 8 a 10 euro per ogni giornata lavorata.
L’aumento amplia il vantaggio fiscale sia per le aziende sia per i dipendenti, rendendo lo strumento ancora più conveniente all’interno dei pacchetti di welfare.
Fringe benefit: confermate le soglie
Nessuna modifica per le soglie di esenzione dei fringe benefit, che restano:
- 1.000 euro per la generalità dei lavoratori;
- fino a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico.
La continuità normativa consente alle imprese di pianificare con maggiore stabilità le politiche retributive integrative.
Previdenza complementare: tetto più alto
Sul fronte della previdenza complementare aumenta il limite di deducibilità dei contributi versati ai fondi pensione.
Il tetto annuo passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro. L’incremento punta a rafforzare l’adesione agli strumenti di previdenza integrativa e a favorire una maggiore tutela pensionistica nel medio-lungo periodo.
Premi di risultato: imposta all’1%
Viene rafforzata anche la disciplina agevolata sui premi di produttività.
Per gli anni 2026 e 2027 l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle somme erogate come premi di risultato o partecipazione agli utili d’impresa scende dal 5% all’1%.
Inoltre, il limite di reddito agevolato per i premi di risultato sale da 3.000 a 5.000 euro, ampliando la platea dei beneficiari e l’importo incentivabile.
Un welfare sempre più strategico
Le misure contenute nella Legge di Bilancio 2026 confermano il welfare aziendale come leva centrale per la competitività delle imprese e per il benessere dei lavoratori.
Il quadro normativo resta articolato, ma offre nuove opportunità fiscali che aziende e consulenti del lavoro dovranno valutare attentamente nei prossimi mesi.




