Un aumento che pesa sul budget quotidiano
Con l’entrata in vigore della Legge n. 199/2025, la cosiddetta Manovra 2026, la soglia di esenzione fiscale e contributiva dei buoni pasto elettronici è salita da 8 a 10 euro al giorno, senza oneri aggiuntivi né per i lavoratori né per le imprese. Per i buoni pasto cartacei la soglia resta invece ferma a 4 euro. Si tratta di una misura che, pur apparendo tecnica, si traduce in un beneficio concreto e immediato: fino a 10 euro giornalieri non concorrono a formare il reddito imponibile, aumentando il valore netto del benefit percepito da chi lo riceve e permettendo alle aziende di aggiornare i propri piani welfare per allinearli alla nuova soglia.
Più tutele per la genitorialità
Accanto alla novità sui ticket, la Manovra 2026 ha introdotto un pacchetto di misure pensate per sostenere la conciliazione tra vita familiare e lavoro. E’ stata rafforzata la disciplina dei congedi parentali e dei congedi di malattia per i figli minori, resa prioritaria la trasformazione del contratto da tempo parziale a tempo pieno per i lavoratori con almeno tre figli conviventi, e sono stati previsti interventi specifici per favorire l’occupazione delle lavoratrici madri. Un insieme di norme che riconosce, anche a livello legislativo, quanto il tempo dedicato alla famiglia sia parte integrante del benessere lavorativo.
Cosa significa per le imprese
Per le aziende che gestiscono un piano welfare strutturato, il messaggio è chiaro: gli strumenti fiscalmente agevolati continuano a crescere di valore e di rilevanza, ma vanno accompagnati da una comunicazione puntuale verso i dipendenti, che spesso non colgono appieno il beneficio reale di soglie e aggiornamenti normativi. Rivedere il paniere dei ticket, verificare l’allineamento dei sistemi di erogazione e informare con chiarezza sulle nuove tutele per la genitorialità sono passi semplici ma capaci di rafforzare concretamente la percezione di attenzione dell’azienda verso le persone.
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