Il decollo del Welfare aziendale passa dalle PMI

27/11/2019

Cogliere le possibilità offerte dall’attuale quadro normativo per consentire alle famiglie di individuare risposte adeguate ai propri bisogni. Se ne è parlato ad Arezzo, in una sala gremita, alla presenza di autorità ed esperti, tra cui l’economista di fama internazionale Giulio Sapelli

AREZZO – Dare risposte concrete ai bisogni degli artigiani. Con questo obiettivo, lo scorso 9 novembre, Confartigianato Arezzo ha raccolto nella Sala dei Grandi della Provincia esperti, autorità e imprenditori per il convegno Welfare perché? Welfare per chi? Evoluzione, sostenibilità e opportunità per il territorio. In una sala gremita, alla presenza di Silvia Chiassai, presidente della Provincia, Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo e Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Arezzo e Siena, il presidente degli artigiani di Arezzo Ferrer Vannetti ha subito chiarito gli obiettivi dell’evento: “Confartigianato Arezzo sta lavorando a una nuova visione di welfare aziendale”, ha spiegato, “che non è più solo patrimonio di grandissimi gruppi, ma che trova terreno fertile nella piccola a media impresa, alla quale noi ci affianchiamo giorno per giorno, per consentire un benessere sempre maggiore dei lavoratori delle aziende, visto che è ormai più che certo che un lavoratore che sta bene, che è soddisfatto, produce più e meglio”. Dopo l’intervento di Vannetti ha preso la parola Giulio Sapelli, ordinario di economia politica all’Università degli Studi di Milano ed economista di fama internazionale: “L’unico vero welfare che vedo in circolazione”, ha esordito, “è quello delle piccole imprese. Sono convinto che è proprio quello dell’impresa artigiana, della famiglia che la conduce, dei lavoratori che si sentono in qualche modo famiglia anche loro, il terreno migliore dove dar vita a un benessere sociale che poi, diventa automaticamente benessere economico e territoriale”.

È stata poi la volta del segretario generale di Confartigianato Arezzo, Alessandra Papini. L’Associazione che rappresenta lavora per favorire le politiche di welfare delle imprese artigiane del territorio e sperimenta il welfare aziendale al suo interno, per i suoi dipendenti: “È il primo anno del nostro piano welfare e siamo impegnati ad applicarlo nel vero senso della parola, convinti che il vero welfare è quello delle PMI. Questo perché, come diceva Adriano Olivetti, bisogna amare le persone per essere grandi imprenditori”. Hanno preso poi la parola Giovanni Lucchetta, cofondatore di TreCuori, e Mario Vadrucci, presidente di Welfare Insieme. Dai loro interventi è emerso come WelFare Insieme rappresenti il punto di incontro di numerosi servizi di welfare: “Da un lato” ha spiegato Vadrucci, “intende offrire alle micro e piccole imprese l’opportunità di cogliere le possibilità offerte dall’attuale quadro normativo sul welfare aziendale, e dall’altro lato vuole permettere a persone e famiglie di individuare risposte adeguate ai bisogni di assistenza sanitaria, assistenza alle famiglie per anziani e bambini e previdenza. Il welfare deve essere pensato come un’opportunità, e non come un costo”.

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